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Radiforequenza per l'Iperidrosi

L’iperidrosi è un’alterazione dei meccanismi con cui il corpo regola la temperatura. Nello specifico, le ghiandole sudoripare eccrine, capaci di produrre sudore a prescindere dagli stimoli esterni, vengono interessate da un aumento smisurato della traspirazione.

La diagnosi è certa quando per almeno sei mesi venga registrata una sudorazione eccessiva in assenza di una vera e propria causa, e nel caso in cui si presentino contemporaneo almeno due delle seguenti caratteristiche:
• sudorazione bilaterale e simmetrica;
• frequenza maggiore di un episodio a settimana;
• esordio prima dei 25 anni;
• assenza di sudorazione durante il sonno;
• disagio nelle attività quotidiane.

Una premessa è d’obbligo: sudare è necessario per mantenere la temperatura corporea intorno ai 37°. Evaporando, il sudore raffredda il nostro organismo e preserva uno stato di benessere e salute. L’iperidrosi è un malfunzionamento di questo processo di termoregolazione.

Iperidrosi e la sua classificazione
L’iperidrosi può essere classificata in primaria (o essenziale) e secondaria. Si parla di iperidrosi primaria quando non si conoscono le cause specifiche. Si parla, invece, di iperidrosi secondaria quando al malfunzionamento contribuiscono patologie specifiche (ipertiroidismo, disfunzioni del sistema endocrino, disturbi neurovegetativi, menopausa, obesità e disturbi psichiatrici).
In entrambi i casi le regioni del corpo più colpite sono ascelle, piedi, mani e volto.

Ovviamente, il successo della terapia dipende da una diagnosi corretta e tempestiva. In quest’ottica il “test di Minor” rappresenta un ottimo metodo per evidenziare l’entità della sudorazione e le aree cutanee interessate.

L’esame consiste nell’applicazione di una soluzione iodata all’area da studiare sulla quale viene poi steso amido di riso. Nelle zone colpite da traspirazione eccessiva il velo bianco generato dall’amido vira verso il nero assoluto.

Noi di CMA trattiamo l’iperidrosi con:

  • la tossina botulinica (tecnica invasiva)
  • Radiofrequenza utilizzando i 40.68 MHz dell’Alma Laser (una radiofrequenza di nuova generazione non invasiva).

Il primo metodo viene proposto ai tutti i pazienti non interessati da: patologie della placca neuromuscolare, allergie all’albumina umana, contemporanea assunzione di antibiotici aminoglicosidici o altri farmaci che interagiscono sulla trasmissione neuromuscolare. I primi effetti sono apprezzabili alcuni giorni dopo il trattamento e hanno una buona durata nel tempo.

Il secondo metodo sfrutta la sinergia fra la radiofrequenza unipolare e quella bipolare.

Gli ottimi risultati registrati dipendono dal fatto che:
• la radiofrequenza unipolare –   agendo in profondità, determina l’oscillazione delle molecole di acqua e genera un incremento di energia che va a colpire direttamente e selettivamente solo le ghiandole sudoripare localizzate nello strato più profondo del derma;

• la radiofrequenza bipolare – agisce sulle ghiandole sudoripare più superficiali.

Questo trattamento è quasi indolore, grazie alla rapidità di movimento con cui viene effettuato. Generalmente sono necessarie almeno quattro sedute di circa 20 minuti con cadenza settimanale per ottenere buoni risultati.

Grazie a trattamenti sempre più efficaci e tecnologicamente all’avanguardia, l’iperidrosi è oggi un sintomo trattabile. Migliorare la qualità di vita di chi risulta esserne affetto e garantire un minore disagio nelle relazioni non è più un sogno irrealizzabile.

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