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Teleangectasie - Scleroterapia

Le telengectasie, più conosciute col termine di capillari, rappresentano un “inestetismo” degli arti inferiori che colpisce in prevalenza donne in età giovane.

Si presentano di colore rosso, le più sottili, o bluastro, le più evidenti e profonde e si possono classificare in base alle caratteristiche cliniche come:

– sinuose, semplici o lineari
– arborescenti con origine da un modesto vaso tronculare
– stellate o aracniformi con una parte centrale rotonda o ramificata
– puntiformi.

Si localizzano in prevalenza nel terzo medio esterno di coscia e nella regione interna di ginocchio.

Le telengectasie degli arti inferiori possono essere idiopatiche, correlate ad una IVC, alla PEFS o cosiddetta “cellulite “, al sovrappeso, ma anche a familiarità, a fattori ormonali, a prolungate esposizioni solari e a traumi.

Prima di intraprendere qualsiasi tipo di terapia, per un reale successo della stessa, è necessario effettuare un accurato esame obiettivo e come indagine strumentale un ecocolordoppler.

Le telengectasie, per chi ne soffre, rappresentano un vero e proprio “inestetismo” che deve essere trattato, per questo la definizione di “danno estetico”, anche se è necessario sottolineare che rappresenta un quadro clinico su base vascolare che necessita di prevenzione e terapia sistemica.

Le tecniche per trattare i capillari sono prevalentemente due: la scleroterapia e il laser.

La scleroterapia consiste nell’iniettare, incannulando il vaso con un ago di calibro sottile, un agente chimico a bassa concentrazione in grado di provocare una lesione endoteliale con conseguente infiammazione (flebile chimica) che determina l’occlusione del vaso trattato.

La terapia è ambulatoriale e non necessita di anestesia.
Le sedute hanno scadenza settimanale o quindicinale.
Nel post-trattamento si potrebbe verificare un possibile edema che si risolve nello spazio di qualche giorno o la comparsa di un coagulo visibile (rosso vinaccia) che tratterà il medico stesso.
Tra gli effetti indesiderati è necessario ricordare la comparsa di reazioni orticarioidi per sensibilità al farmaco, iperpigmentazioni cutanee e il matting (rosa di capillari post-sclerosi).

Le telengectasie degli arti inferiori si possono trattare anche con il laser ND-Yag. Esso è dotato di un impulso definito lungo (LP) che permette di effettuare la sclerosi sui capillari sia su quelli rossi che su quelli blu più profondi.

La lunghezza d’onda che utilizza, 1064, è selettiva per l’ossiemoglobina e l’energia laser che si sviluppa si trasforma in calore che convogliato sul piccolo vaso sanguigno ne provoca la sclerosi o l’occlusione.

La tecnica è ambulatoriale, non necessita di anestesia, non è invasiva, ma è lievemente dolorosa e per questo motivo alcuni manipoli sono dotati di un sistema refrigerante come maggiore confort per il paziente.
La cute si arrossa, ma non si danneggia.

Tra una seduta e l’altra di laser deve intercorrere circa un mese e mezzo.
Per entrambe le tecniche è consigliato non effettuarle nei periodi caldi.
Dopo aver eseguito i trattamenti è preferibile non esporsi al sole o a fonti di calore.

Si applicherà nei giorni successivi una pomata ideale per stravasi ematici, con più applicazioni giornaliere.  Sono tecniche non limitanti per le attività quotidiane.

Prima di sottoporre il paziente al trattamento è necessario fargli firmare il consenso informato e possibilmente avere un reperto fotografico.
Quindi possiamo assolutamente dire che i capillari possono essere trattati con metodiche non invasive ed efficaci.

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